Copertina libro "Ridar Vita ai Sogni"

Ridar Vita ai Sogni

Manuale di Tecniche di Intervento con il Sogno per Terapeuti e Sognatori

25 Crediti ECM

fino al 28 Luglio 2027

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Ridar Vita ai Sogni dona al Terapeuta metodo e tecniche, al Sognatore il gusto della scoperta del messaggio esistenziale nel sogno. Con il linguaggio semplice e diretto che la caratterizza, l’Autrice ci porta sulla strada del Sogno, in un originale percorso, suddiviso in tre parti. La Prima consiste in una panoramica sul significato del sogno dall’antichità a Freud, a Jung, agli attuali studi in Neuroscienze. La Seconda rivela concetti e tecniche dell’intervento con il Sogno in Gestalt e nella Psicoterapia Corporea. La Terza focalizza le specifiche competenze del Terapeuta nell’Holding Onirico, con una riflessione sull’epoca attuale. Come può l’attenzione ai Sogni proteggerci nell’epoca dell’Intelligenza Artificiale? L’Autrice, diffidente, mai avversa all’inarrestabile sviluppo tecnologico, offre un messaggio di speranza, identificando nella Simpatia quella caratteristica delle relazioni umane, in psicoterapia e nel lavoro sul Sogno, baluardo invalicabile alla similitudine con qualsiasi strumento di Intelligenza Artificiale e base sicura per un nuovo Umanesimo che integri Arte e Scienza, buon senso etico ed algoritmi. La Simpatia, come Perls rivelò, è motore di cura e benessere esistenziale. Se gli studi cognitivi sull’Empatia possono migliorare il funzionamento dei robot, la Simpatia ne determina la differenza. Nella creativa bizzarria del Sogno e di chi lo ascolta col suo “Sognare Con” si manifesta la Simpatia Umana, la competenza più preziosa nella nobile Arte di Ridar Vita ai Sogni.

 

 

 

Recensione

di Franco Pecorari

 

“…siamo fatti della stessa sostanza dei sogni…” (W.Sheakspeare)

Il libro di Terry Falcone ha nel suo sottotitolo un fertile cartiglio che disegna il sentiero da lei intrapreso per avvicinarci al mondo infero dei sogni, con una originale intuizione che credo rappresenti la sua cultura clinica e terapeutica con pienezza: “Manuale di tecniche d’intervento con il sogno per terapeuti e sognatori”.

In questa sua visione viene a disvelarsi la natura dello scritto, non come manuale specialistico creato per gli addetti ai lavori, ma come il luogo in cui incontrare ed intraprendere insieme all’individuo un viaggio dentro se stessi: “…non si ritorna mai da così lontano come da un viaggio dentro se stessi…” (N.Hikmet, Paesaggi umani).

Il manuale suddiviso in tre parti, affronta il processo onirico partendo dalla mitologia, dalla psicoanalisi da freudiana attraverso la “formazione del simboli che concorrono al mascheramento del desiderio per renderlo accessibile alla coscienza” ,  a Jung che “identifica nel concetto di libido un’energia psichica, non sessualizzata, e, nel concetto di Inconscio, una parte legata al rimosso della storia personale dell’individuo ed una parte legata allo sviluppo dell’uomo, definita Inconscio collettivo” (T.Falcone, Ridar vita ai sogni con simpatia umana). Fino agli studi delle neuroscienze, che descrivono il processo onirico come catarsi di “stati incompleti di veglia in cui ci si ritrova confusi e disorientati” (ibidem).

La seconda parte ci avvina agli studi fenomenologici ed alla teoria della Gestalt Therapy, al lavoro con i gruppi riconsegnando il mondo onirico al corpo, come esperienza incarnata sub-limine.  L’autrice, qui, ci offre un panorama sui principi e  studi di Gestalt Therapy  “La terapia della Gestalt, anche se formalmente si presenta come tipo specifico di psicoterapia, si fonda in realtà su principi che possiamo considerare una solida forma di vita. In altre parole, è anzitutto una filosofia, uno stile di vita”(W.Kempler, Gestalt Therapy in R.J. Corsini). Per F.Perls “…Nel sogno ritroviamo il copione della vita della persona, nel senso che ogni elemento del sogno rappresenta una parte di noi”  (cit., T.Falcone), dove le parole chiave che rimandano all’esperienza corporea riecheggiano nei processi di concentrazione, consapevolezza, lasciarsi sorprendere, respirazione, opera d’arte, presentificazione, messaggio esistenziale, alienazione, identificazione, monodramma.

La terza parte, che mi piace definire estetica (da greco aesthesis, sensazione) ci consegna al passaggio empatia-simpatia ed al dibattito sull’intelligenza artificiale. La dimensione  cosmica del sogno tende il suo orizzonte integrando le ricerche fenomenologiche, psicocorporee, attraverso la qualità estetica implicita nella simpatia umana che l’autrice individua come possibile punto d’incontro con il campo dell’intelligenza artificiale, tema di grande ed ancora ambivalente confronto tra i saperi. “ Proponiamo la Simpatia Umana, di cui Perls fu fautore,  vitale concetto e strumento di cambiamento, per l’efficacia e la cura del benessere esistenziale in generale, e per Ridar Vita ai Sogni, in particolare” (T.Falcone, Ridar vita ai Sogni). Il perno su cui poggia la visione della Falcone è la necessità, consapevole e competente, di una confluenza sana che “faciliti l’autoregolazione e la sicurezza” (ibidem) all’interno di una dimensione relazionale di esperienze sentimentali-corporee con il segnale e il calore della presenza umana. È qui che il pensiero dell’autrice entra in contatto con il mondo della I.A., là dove nel ciber-spazio incominciano a comparire terapeuti robotici, con il timore maggiore che questo salto tecnologico possa portare le persone a divenire maggiormente disorientate e manipolate, scollegando la relazione interpersonale da ogni processo di crescita creativa. Segnalo che anche  V.Gallese  in una recente pubblicazione pone l’accento su questa dimensione sottolineando che I.A. non può sostituire l’interezza della relazione umana. In una relazione dialogica tra i corpi, nell’esperienza relazionale umana, come nell’esperienza artistica, il nostro sistema sentimental-corporeo, che ha matrice sensoriale nel sistema motorio, simula il gesto e la figura che esperisce sul confine di contatto… “questa forma di simulazione incarnata è la base neurofenomenologica della intercorporeità estetica” (V.Gallese, Il sé digitale). All’interno di questa visione, la Falcone ci avverte che l’esperienza dell’I.A. all’interno di una dimensione binaria, non potrà mai essere il sostituto totalizzante dell’incontro umano, dove ad ogni gesto, ogni armonia e sentimento, sono percorsi ‘simpatici’ di umanità e calore.

Concludendo questa recensione di un bel libro da leggere, mi piace citare come finale frammento di testo di I.Fossati:

 

“…Io dico che c’era un tempo sognato
Che bisognava sognare…” (I.Fossati, c’è tempo).

Franco Pecorari

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